Se stai valutando di iscriverti a un’università online, o sei già iscritto, devi sapere che dal 2026 le regole sugli esami delle università online in presenza sono cambiate radicalmente. Il Decreto Ministeriale n. 1835 del dicembre 2024 e la successiva conversione nel Milleproroghe 2026 hanno ridisegnato il panorama della formazione telematica italiana, con un impatto diretto su chi studia lavorando. In questo articolo ti spieghiamo tutto quello che devi sapere prima di scegliere il tuo ateneo.
Perché il decreto 2026 cambia tutto per gli studenti lavoratori
Per anni, la grande promessa delle università telematiche è stata la flessibilità totale: lezioni registrate, esami a scelta in modalità remota o in presenza, nessun vincolo di orario. Quel modello non esiste più nella sua forma originale.
Il decreto esami università telematiche del 2024 nasce da una pressione crescente del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e dell’ANVUR sulla qualità degli atenei digitali. Con oltre due milioni di iscritti, il settore era finito nel mirino per pratiche considerate troppo permissive, con il rischio concreto di trasformare alcune università in semplici “esamifici”. Il risultato è una normativa che punta all’equivalenza qualitativa tra laurea online e laurea tradizionale, ridefinendo cosa significa davvero studiare a distanza in Italia.
Per te che lavori e hai tra i 25 e i 45 anni, questo cambiamento è concreto e immediato: riguarda come dai gli esami, come segui le lezioni e persino i tuoi diritti sul posto di lavoro.
Gli esami in presenza diventano obbligatori: cosa cambia nella pratica
Il punto più impattante della riforma riguarda proprio gli esami delle università online in presenza. La normativa stabilisce che le verifiche di profitto e l’esame finale devono svolgersi fisicamente presso le sedi autorizzate dell’ateneo. Niente più esami da casa, niente più webcam sul pc del salotto.
Ogni università telematica ha organizzato le sessioni in modo leggermente diverso, ma tutti gli atenei accreditati si sono adeguati.
La buona notizia è che la rete delle sedi d’esame si è notevolmente espansa. Quasi ogni provincia è coperta, e molti atenei consentono di sostenere più esami nella stessa giornata per ottimizzare la trasferta. Resta però un costo logistico reale da considerare: viaggio, eventuale pernottamento, permesso dal lavoro retribuito.
La didattica sincrona: cosa cambia davvero con il nuovo decreto
Accanto all’obbligo di esami in presenza, il decreto introduce un’altra novità strutturale che riguarda l’offerta didattica: almeno il 20% delle lezioni deve essere erogato in modalità sincrona, cioè in diretta. Attenzione però: l’obbligo riguarda l’ateneo, non te come studente. È l’università che deve garantire questa quota di didattica live nel proprio piano formativo, mentre tu sei libero di costruire il tuo percorso scegliendo tra contenuti registrati, lezioni in diretta o una combinazione delle due.
Questo cambia completamente la prospettiva rispetto al passato. Puoi continuare a studiare con i tuoi ritmi, recuperando le videolezioni quando ti è più comodo, ma hai la possibilità concreta di partecipare a sessioni live ogni volta che vuoi. Gli atenei hanno organizzato l’offerta sincrona sotto forma di webinar, esercitazioni live e incontri con i tutor disciplinari, spesso in fasce orarie serali o nel weekend per venire incontro alle esigenze dei lavoratori.
C’è anche un incentivo concreto a partecipare alle attività in diretta:
- Seguire il 50% o il 75% delle attività sincrone può darti 1 o 2 punti bonus da aggiungere al voto dell’esame finale
- Il bonus si applica solo se superi la prova con almeno 18/30
- Le piattaforme tracciano la partecipazione interattiva reale, non il semplice accesso
Ogni studente ha inoltre diritto a un tutor disciplinare di riferimento, non solo tecnico, che segue il percorso accademico con un rapporto numerico definito dal Ministero. Un cambio significativo rispetto al modello precedente, dove il supporto era spesso generico e impersonale.

La normativa 2026 e i tuoi diritti sul lavoro: i permessi studio
Uno degli aspetti meno discussi ma più rilevanti per chi lavora riguarda i permessi retribuiti per il diritto allo studio. L’articolo 10 dello Statuto dei Lavoratori garantisce 150 ore di permessi retribuiti nel triennio, ma la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 25038 del settembre 2025 ha chiarito come si applicano alle università telematiche, cambiando tutto.
Il principio chiave è quello della “coincidenza necessaria”: hai diritto al permesso retribuito solo se la lezione o l’esame si svolge in orario di lavoro.
Questo cosa significa in concreto:
- Le lezioni asincrone (video registrati) non danno diritto al permesso, perché puoi guardarle in qualunque momento
- Le lezioni sincrone ti danno diritto al permesso solo se cadono durante il tuo orario lavorativo e solo con una certificazione dell’ateneo che attesti l’obbligatorietà e la non modulabilità della sessione
- Per i giorni di esame o prova in itinere il diritto è pieno: puoi assentarti per l’intera giornata, poiché la coincidenza è oggettiva
Molti CCNL stanno aggiornando le proprie clausole per recepire questi orientamenti. Vale la pena verificare cosa prevede il tuo contratto collettivo prima di pianificare il percorso di studi.
Esami telematiche normativa 2026: chi può ancora fare gli esami online
La normativa 2026 sugli esami telematici prevede alcune deroghe specifiche all’obbligo di presenza fisica. Non si tratta di eccezioni generiche, ma di casistiche ben definite e codificate:
- Studenti con disabilità o gravi patologie documentate ai sensi della Legge 104/92
- Studenti detenuti iscritti tramite i Poli Universitari Penitenziari
- Studenti residenti all’estero in paesi in guerra o partner del Piano Mattei per l’Africa (Algeria, Angola, Costa d’Avorio, Ruanda, Zambia e altri)
- Emergenze territoriali riconosciute dal MUR (alluvioni, emergenze sanitarie)
Se non rientri in nessuna di queste categorie, l’esame di profitto finale in presenza non è negoziabile. La deroga non si ottiene per ragioni lavorative generiche o per distanza dalla sede.
Come scegliere l’ateneo giusto con la nuova normativa
Con le nuove regole, la scelta dell’università telematica richiede più attenzione rispetto al passato. Non si tratta più solo di confrontare le rette, ma di valutare una serie di fattori pratici che incidono direttamente sulla tua quotidianità.
I criteri più importanti da considerare oggi sono:
- Distanza dalla sede d’esame più vicina: verifica quante sedi ha l’ateneo nella tua regione e se sono raggiungibili in giornata
- Calendario delle sessioni: alcuni atenei offrono sessioni d’esame mensili, altri trimestrali. Con i permessi limitati, la frequenza conta
- Orari delle lezioni sincrone: scopri se le dirette sono in fasce compatibili con il tuo lavoro, o se cadono tutte in orario d’ufficio
- Costi accessori: considera viaggio e pernotto per ogni sessione d’esame, non solo la retta annua
- Rapporto docenti/studenti: il decreto impone 1 docente ogni 150 studenti nelle aree scientifiche e 1 ogni 200 nelle aree umanistiche, ma alcuni atenei sono già oltre questi standard
Il lato positivo di tutta questa riforma è concreto: una laurea telematica del 2026 vale molto di più sul mercato del lavoro rispetto a quelle degli anni precedenti. Il ritorno alla presenza e l’aumento del corpo docente hanno ridotto significativamente la percezione negativa che ancora accompagnava i titoli online in certi contesti di selezione del personale.
Cosa fare adesso se stai valutando un’università online
Se stai pensando di iscriverti o sei indeciso su quale ateneo scegliere, il quadro normativo attuale impone una valutazione più strutturata. Non basta confrontare i prezzi o guardare il ranking: devi capire come quella specifica università organizza le sessioni d’esame, dove si trovano le sedi più vicine a te, e se il calendario della didattica sincrona è compatibile con la tua vita lavorativa.
Gli esami università online in presenza rappresentano un cambiamento reale, ma anche una garanzia concreta sul valore del titolo che otterrai. La sfida logistica è il prezzo di una laurea riconosciuta, rispettata e sempre più equiparata a quella degli atenei tradizionali.
Se non sai ancora da dove iniziare, gli orientatori di ComparaCorsi sono a tua disposizione per aiutarti a trovare l’università telematica più adatta alla tua situazione, con le sedi d’esame più vicine e il piano di studi più compatibile con il tuo lavoro.
Contattaci oggi stesso per una consulenza personalizzata e gratuita.
Scritto da Sabrina Martin