Se ti affascina il mondo delle relazioni tra Stati, delle organizzazioni internazionali e del diritto che regola i rapporti oltre i confini nazionali, orientarti tra i percorsi di diritto internazionale all’università è il primo passo concreto da fare. È una disciplina complessa e affascinante, che apre porte molto diverse da quelle del diritto interno e che richiede una formazione specifica per essere affrontata con le competenze giuste. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere: i percorsi disponibili, le materie che affronterai, le carriere accessibili dopo la laurea e i vantaggi del formato online per chi vuole costruire questo tipo di profilo professionale.
Che cos’è il diritto internazionale e dove si studia?
Il diritto internazionale è il sistema di norme che regola i rapporti tra gli Stati, le organizzazioni internazionali e, in alcuni ambiti, anche i privati nei contesti transnazionali. Si divide in diritto internazionale pubblico, che disciplina le relazioni tra soggetti statali e interstatali, e diritto internazionale privato, che regola i rapporti tra privati quando presentano elementi di collegamento con più ordinamenti giuridici diversi.
Il diritto internazionale all’università non è generalmente un corso di laurea autonomo a livello triennale, ma una specializzazione che si costruisce attraverso un percorso in giurisprudenza con esami specifici e, soprattutto, attraverso lauree magistrali dedicate. Molti atenei italiani, sia tradizionali che telematici, offrono indirizzi magistrali in diritto internazionale, diritto europeo o relazioni internazionali che permettono di costruire un profilo professionale molto mirato su questo settore.
Come si struttura il percorso di studi?
Il punto di partenza per chi vuole specializzarsi in diritto internazionale è quasi sempre una laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza, che dura cinque anni e include obbligatoriamente insegnamenti di diritto internazionale pubblico e privato nel piano di studi standard. Chi vuole approfondire questa materia in modo sistematico può poi proseguire con una laurea magistrale biennale in diritto internazionale, relazioni internazionali o diritto europeo, oppure con un master post-laurea specifico.
Il percorso più comune per chi vuole lavorare concretamente in ambito internazionale è il seguente: laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza con esami specifici in diritto internazionale, seguita da un LLM, cioè una laurea magistrale in diritto conseguita all’estero, preferibilmente in un’università anglosassone di primo piano, o da un master universitario di secondo livello in diritto internazionale o europeo erogato in Italia. Questa combinazione è quella che apre le porte ai contesti professionali più competitivi e meglio remunerati nel settore.
Cosa si studia nella facoltà di diritto internazionale?
Le materie che caratterizzano la formazione in facoltà di diritto internazionale coprono un insieme di discipline che integrano il diritto con le relazioni politiche, economiche e istituzionali tra i diversi attori della scena internazionale. Il livello di complessità è elevato e richiede una buona padronanza del diritto interno come prerequisito fondamentale.
Le materie più comuni nei piani di studio con indirizzo internazionale includono:
- Diritto internazionale pubblico: fonti del diritto internazionale, soggettività internazionale, responsabilità degli Stati, soluzione delle controversie internazionali e diritto dei trattati
- Diritto internazionale privato e processuale: criteri di collegamento, riconoscimento delle sentenze straniere, regolamenti europei in materia di diritto di famiglia, obbligazioni e insolvenza transfrontaliera
- Diritto dell’Unione Europea: istituzioni europee, fonti del diritto UE, libertà fondamentali del mercato interno, diritto della concorrenza e tutela dei diritti fondamentali nell’ordinamento europeo
- Diritto del commercio internazionale: contratti internazionali, arbitrato commerciale internazionale, organizzazione mondiale del commercio e risoluzione delle controversie commerciali tra Stati
- Diritto internazionale dei diritti umani: sistema delle Nazioni Unite, Corte europea dei diritti dell’uomo, diritto umanitario internazionale e meccanismi di protezione delle persone vulnerabili
- Relazioni internazionali e storia della diplomazia: quadri teorici delle relazioni tra Stati, storia dei trattati internazionali e analisi dei principali scenari geopolitici contemporanei
A queste si aggiungono insegnamenti linguistici avanzati, quasi sempre in inglese e spesso in una seconda lingua internazionale come il francese o lo spagnolo, perché la padronanza delle lingue è un requisito indispensabile per operare professionalmente in contesti internazionali.

Quali sono gli sbocchi del diritto internazionale?
Gli sbocchi del diritto internazionale sono molto diversi da quelli del diritto interno e si rivolgono a un mercato del lavoro che ha una dimensione necessariamente transnazionale. Chi sceglie questa specializzazione deve essere disposto a lavorare in contesti internazionali, spesso con sede all’estero o con frequenti trasferte, e deve avere una padronanza linguistica solida come requisito imprescindibile.
Le carriere più accessibili a chi ha una formazione in diritto internazionale includono il giurista d’impresa nelle multinazionali, dove la conoscenza del diritto internazionale privato e del diritto del commercio internazionale è fondamentale per gestire contratti, joint venture e contenziosi transnazionali, il funzionario nelle organizzazioni internazionali come ONU, FAO, UNESCO e organizzazioni regionali europee e africane, l’avvocato specializzato in arbitrato internazionale e in controversie commerciali tra soggetti di diversa nazionalità, il diplomatico e il funzionario del Ministero degli Affari Esteri, il ricercatore e il docente universitario in discipline giuridiche internazionali, e il consulente per enti governativi e non governativi che operano in contesti di cooperazione internazionale e tutela dei diritti umani.
La laurea in diritto internazionale è uno dei percorsi giuridici con il maggiore potenziale di carriera internazionale, ma richiede un investimento formativo importante e la disponibilità a costruire un profilo davvero multidisciplinare, con competenze linguistiche, geopolitiche e giuridiche integrate tra loro.
Diritto internazionale online: un formato adatto a questo percorso?
La domanda è lecita: ha senso studiare una disciplina così orientata alle relazioni internazionali in un formato telematico? La risposta è sì, con alcune precisazioni che è utile fare subito.
Le università telematiche riconosciute che erogano giurisprudenza offrono il diritto internazionale come materia obbligatoria del piano di studi e, in alcuni casi, come indirizzo di specializzazione nella parte avanzata del corso. Il titolo rilasciato ha piena validità legale esattamente come quello degli atenei tradizionali, e gli esami in diritto internazionale sostenuti online hanno lo stesso peso accademico di quelli sostenuti in presenza.
Il formato online è particolarmente adatto a chi lavora già in ambiti affini, come la cooperazione internazionale, le organizzazioni non governative, le aziende con attività estere o la pubblica amministrazione con competenze internazionali, e vuole completare o formalizzare la propria formazione giuridica senza interrompere la carriera in corso. La flessibilità delle lezioni asincrone e la gestione autonoma del piano di studi permettono di studiare diritto internazionale conciliando lo studio con impegni professionali che spesso includono trasferte e orari irregolari.
Come scegliere tra i percorsi disponibili in Italia e all’estero?
Scegliere il percorso giusto per specializzarsi in diritto internazionale richiede una valutazione attenta che va oltre la semplice scelta dell’ateneo. Ci sono almeno tre variabili che determinano la qualità del profilo professionale che costruirai e le porte che ti si apriranno dopo la laurea.
La prima è la lingua di studio. Chi vuole lavorare in contesti internazionali ad alto livello, come le grandi organizzazioni internazionali o gli studi legali internazionali, deve avere una padronanza dell’inglese giuridico che si costruisce solo studiando testi e sostenendo esami in questa lingua. Molti atenei italiani offrono corsi in inglese nella parte magistrale, e questa opzione vale la pena di essere esplorata attivamente.
La seconda è la rete di contatti e partner internazionali dell’ateneo. I tirocini presso corti internazionali, organizzazioni ONU, studi legali internazionali e istituzioni europee sono esperienze che costruiscono il profilo in modo decisivo e che dipendono direttamente dalla capacità dell’ateneo di aprire queste porte ai propri studenti.
La terza è la possibilità di proseguire con un LLM all’estero dopo la laurea italiana. Questo passaggio non è obbligatorio, ma per chi vuole accedere ai contesti professionali più competitivi nel settore è quasi sempre il fattore che distingue i candidati selezionati da quelli esclusi nelle selezioni dei migliori studi legali internazionali e delle organizzazioni internazionali di primo piano.
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Costruire una carriera in diritto internazionale all’università richiede scelte formative ben ponderate fin dall’inizio, perché ogni decisione sul percorso influenza le porte che si aprono negli anni successivi. Se stai valutando un percorso in giurisprudenza con specializzazione internazionale e vuoi capire quale ateneo, quale formato e quale indirizzo siano più adatti ai tuoi obiettivi, non devi fare questa valutazione da solo.Gli orientatori di ComparaCorsi sono a tua disposizione per aiutarti a confrontare le opzioni disponibili, valutare i percorsi online e in presenza e individuare la strada più adatta al tuo profilo. Contatta oggi stesso ComparaCorsi per una consulenza gratuita e personalizzata.
Scritto da Sabrina Martin